Indice dei contenuti
- Come funziona un’autoclave domestica
- Sintomo 1: la pompa parte a rubinetti chiusi
- Sintomo 2: la pompa si accende e si spegne di continuo
- Sintomo 3: la pompa non si ferma mai
- Perché conviene intervenire presto
- L’autoclave condominiale
- La manutenzione dell’autoclave
- Le situazioni che vediamo più spesso
- Preventivo: come funziona
- Domande frequenti
Se la pompa parte da sola a rubinetti chiusi, da qualche parte la pressione scende: c’è una perdita nell’impianto (spesso una cassetta del WC) oppure la valvola di non ritorno non tiene e l’acqua torna indietro. Se invece la pompa si accende e si spegne di continuo mentre usi l’acqua, il vaso a membrana ha perso la precarica d’aria o ha la membrana rotta. Anche un pressostato sregolato può causare avvii anomali. Più avvii significano più usura e più consumi: conviene intervenire presto.
L’autoclave (più correttamente, il gruppo di pressurizzazione) è l’insieme di pompa, serbatoio e controlli che mantiene l’acqua in pressione quando la rete non basta o quando l’acqua arriva da un pozzo o da una cisterna. Si trova in molte case indipendenti, nelle ville con pozzo e in parecchi condomini, soprattutto negli edifici alti.
Quando funziona bene, la pompa parte solo quando si usa l’acqua e si ferma poco dopo che il consumo è finito. Quando parte "da sola", qualcosa non va.
Come funziona un’autoclave domestica
I componenti principali:
- la pompa, che aspira l’acqua dal pozzo, dalla cisterna o dalla rete e la spinge nell’impianto;
- il vaso o serbatoio a membrana: un recipiente diviso in due da una membrana elastica, con da una parte aria in pressione e dall’altra acqua. Fa da "polmone" dell’impianto;
- il pressostato: un interruttore che avvia la pompa quando la pressione scende sotto un valore e la ferma quando raggiunge un valore più alto;
- in alternativa al pressostato, un controllo elettronico di flusso o un inverter, che regola la pompa in base al consumo;
- la valvola di non ritorno, che impedisce all’acqua di tornare indietro quando la pompa è ferma;
- il manometro, che mostra la pressione.
Il ciclo normale: apri un rubinetto, la pressione scende, il vaso fornisce la prima acqua, poi la pompa parte e mantiene la pressione; chiudi il rubinetto, la pressione sale, la pompa si ferma. A rubinetti chiusi, la pressione deve restare stabile per ore.
Sintomo 1: la pompa parte a rubinetti chiusi
Il test del manometro
- Chiudi tutti i rubinetti e assicurati che nessun elettrodomestico stia caricando acqua.
- Aspetta che la pompa si fermi.
- Annota la pressione sul manometro.
- Osserva per 15-30 minuti, o più.
Se la pressione scende lentamente fino a far ripartire la pompa, l’acqua sta uscendo da qualche parte o sta tornando indietro.
Causa A: una perdita nell’impianto
L’acqua esce a valle dell’autoclave. I punti più comuni:
- cassetta del WC che lascia scorrere acqua nel vaso (WC che continua a scaricare);
- rubinetto che gocciola;
- gruppo di sicurezza dello scaldabagno che scarica;
- impianto di irrigazione con un’elettrovalvola che non chiude o un tubo rotto;
- rubinetto da giardino o tubo esterno danneggiato;
- perdita nascosta nei muri o sotto i pavimenti.
Come verificarlo: chiudi la valvola a valle dell’autoclave, cioè quella che alimenta la casa. Se, con quella valvola chiusa, la pressione sul manometro resta stabile, la perdita è nell’impianto di casa. Da lì si procede per esclusione: cassette dei WC, scaldabagno, irrigazione, poi ricerca strumentale (perdita nascosta).
Causa B: la valvola di non ritorno non tiene
Se, con la valvola a valle chiusa, la pressione continua a scendere, il problema è a monte: l’acqua torna indietro verso il pozzo, la cisterna o la rete attraverso una valvola di non ritorno che non chiude, per sporco, usura o una molla rotta.
Nei pozzi, un segnale tipico è che la pompa, dopo lunghe pause, impiega più tempo a portare la pressione, perché la tubazione di aspirazione si è svuotata.
Causa C: la tenuta della pompa
Più raramente, la pressione scende attraverso una tenuta meccanica della pompa usurata, che spesso si accompagna a un gocciolamento visibile sotto la pompa.
Sintomo 2: la pompa si accende e si spegne di continuo
Apri un rubinetto e la pompa parte, si ferma dopo pochi secondi, riparte, si ferma. La pressione al rubinetto oscilla. È il fenomeno chiamato pendolamento.
Causa più comune: il vaso a membrana
Il vaso contiene una precarica d’aria che si comprime quando entra l’acqua e la spinge fuori quando la pressione scende. Con il tempo:
- l’aria si perde lentamente attraverso la membrana o la valvola di carica;
- la membrana si può rompere, e il vaso si riempie completamente d’acqua.
Senza il "cuscino" d’aria, il vaso non accumula acqua: appena apri un rubinetto la pressione crolla, la pompa parte, la pressione sale subito, la pompa si ferma, e così via.
Come verificarlo (con un tecnico o con attenzione):
- Togli corrente alla pompa.
- Scarica la pressione dell’impianto aprendo un rubinetto finché non esce più acqua.
- Misura la pressione dell’aria alla valvola del vaso con un manometro per pneumatici.
- Confronta con il valore corretto: in genere la precarica va impostata leggermente al di sotto della pressione di avvio della pompa, secondo le indicazioni del produttore.
Se la precarica è zero o molto bassa, si ricarica con un compressore. Se dalla valvola dell’aria esce acqua, la membrana è rotta e il vaso, o la membrana nei modelli sostituibili, va cambiato.
Altre cause
- Pressostato con differenziale troppo stretto tra avvio e arresto, o sporco e difettoso.
- Vaso sottodimensionato rispetto ai consumi e alla pompa.
- Controllo elettronico difettoso, con valvola interna che non tiene.
Sintomo 3: la pompa non si ferma mai
- Perdita importante o tubo rotto a valle.
- Pressostato guasto o tarato a un valore di arresto che la pompa non riesce a raggiungere.
- Pompa usurata, che non raggiunge più la pressione di arresto.
- Acqua insufficiente nel pozzo o nella cisterna: la pompa gira ma non pompa. In questo caso rischia di funzionare a secco, e deve intervenire la protezione contro la marcia a secco, se presente.
Una pompa che non si ferma va spenta e verificata subito: il funzionamento continuo, soprattutto a secco, la danneggia rapidamente.
Perché conviene intervenire presto
Ogni avvio della pompa è un momento di stress per motore, contatti e tenute. Una pompa che parte decine di volte in più al giorno:
- si usura molto prima;
- consuma più energia elettrica;
- sollecita il pressostato, i cui contatti si consumano;
- può surriscaldarsi e intervenire la protezione termica;
- nei condomini, disturba chi abita vicino al locale tecnico.
A questo si aggiunge l’acqua persa, se la causa è una perdita.
L’autoclave condominiale
Nei condomini l’autoclave è un impianto comune. Gli avvii anomali possono dipendere da perdite in qualsiasi appartamento o nelle colonne, oltre che dai componenti del gruppo.
In questi casi:
- la segnalazione va fatta all’amministratore;
- la manutenzione è affidata a un’impresa incaricata dal condominio;
- per individuare una perdita diffusa si possono chiudere a turno le colonne o le utenze, con il coordinamento dell’amministratore.
La manutenzione dell’autoclave
- Verifica della precarica del vaso a membrana, almeno una volta l’anno.
- Controllo del pressostato e dei valori di avvio e arresto.
- Pulizia dei filtri sull’aspirazione.
- Controllo della valvola di non ritorno.
- Verifica di rumori, vibrazioni e gocciolamenti della pompa.
- Controllo delle protezioni elettriche e contro la marcia a secco.
- Nelle installazioni con pozzo, verifica periodica del livello e della qualità dell’acqua.
Le situazioni che vediamo più spesso
La cassetta del WC di notte. Pompa che partiva ogni venti minuti durante la notte. Nessuna perdita visibile. Colorante nella cassetta: la guarnizione della valvola di scarico lasciava passare acqua.
Il vaso senza aria. Villa con pozzo, pompa che batteva on-off a ogni rubinetto aperto. Precarica del vaso a zero. Ricaricato: problema risolto per il momento, ma la membrana risultava deteriorata e il vaso è stato sostituito poco dopo.
La valvola di fondo. Pozzo con pompa esterna: dopo ogni notte, la pompa impiegava minuti a riportare l’acqua. La valvola di fondo non teneva e la tubazione di aspirazione si svuotava.
L’irrigazione. Autoclave che partiva di continuo in estate. Un’elettrovalvola dell’irrigazione non chiudeva del tutto e lasciava scorrere acqua in un’aiuola.
Preventivo: come funziona
Il costo dipende da cosa trova il tecnico, dai materiali necessari e dall’orario dell’intervento. Chiamaci o mandaci un messaggio su WhatsApp con una foto del problema: ti spieghiamo come procedere prima di intervenire.
Tra i lavori che eseguiamo più spesso per questo problema:
- Diagnosi e verifica precarica
- Sostituzione vaso a membrana
- Sostituzione pressostato
- Sostituzione valvola di non ritorno
- Sostituzione pompa
- Ricerca perdita nell’impianto
Trovi più dettagli nella pagina autoclave.
Domande frequenti
È normale che la pompa parta ogni tanto di notte?
No, se nessuno usa acqua. Indica una perdita o una valvola che non tiene.
Posso ricaricare io l’aria del vaso?
Con attenzione, a pompa spenta e impianto scarico, usando il valore di precarica indicato dal produttore. Se esce acqua dalla valvola dell’aria, la membrana è rotta.
Quanto dura un vaso a membrana?
Dipende da qualità, qualità dell’acqua e numero di cicli. La verifica annuale della precarica ne allunga la vita.
L’autoclave consuma molto?
Una pompa che parte solo quando serve consuma poco. Avvii continui aumentano consumi e usura.
La pompa è rumorosa quando parte: devo preoccuparmi?
Un avvio udibile è normale. Vibrazioni forti, fischi, colpi o rumori metallici vanno verificati.
Chi interviene sull’autoclave del condominio?
L’impresa di manutenzione incaricata dall’amministratore. Il singolo condomino può però contribuire individuando eventuali perdite nel proprio appartamento.
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