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L’impianto elettrico di un’abitazione comprende la linea di alimentazione dal contatore, il quadro con le protezioni, i circuiti di distribuzione, i punti di utilizzo (prese, luci, comandi) e l’impianto di terra. La norma di riferimento è la CEI 64-8, che stabilisce criteri e dotazioni minime.
I tre livelli prestazionali
La norma individua tre livelli per gli impianti residenziali:
- Livello 1 (base): dotazione minima di circuiti, prese e punti luce.
- Livello 2 (standard): più circuiti, maggiore numero di prese, predisposizioni per sistemi di comunicazione e sicurezza.
- Livello 3 (domotico): gestione integrata di carichi, scenari, controllo e supervisione (domotica).
Nella pratica, un impianto realizzato oggi in modo corretto parte dal livello 2, con una suddivisione dei circuiti che riflette l’uso reale della casa.
La suddivisione dei circuiti
È l’aspetto che incide di più sulla vita quotidiana. Una buona impostazione prevede almeno:
- circuito luci separato da quello prese;
- circuito prese zona giorno;
- circuito prese zona notte;
- circuito dedicato per la cucina (forno e piano cottura, spesso con linee separate);
- circuito dedicato per lavatrice/lavastoviglie;
- circuito dedicato per il bagno;
- circuiti dedicati per climatizzazione, pompe di calore, eventuale ricarica auto elettrica.
Il vantaggio è concreto: un guasto in cucina non lascia al buio la camera dei bambini, e la ricerca di un problema diventa immediata.
Le zone del bagno
Il locale da bagno richiede attenzioni specifiche: la norma definisce zone in funzione della distanza da vasca e doccia, con prescrizioni su quali apparecchi possono essere installati e con quale grado di protezione. A queste si aggiunge l’obbligo dei collegamenti equipotenziali (messa a terra).
È l’ambiente in cui più spesso troviamo installazioni improvvisate: prese vicine al lavabo, faretti non idonei, apparecchi collegati con prolunghe. Sono situazioni da correggere.
Materiali e scelte che fanno la differenza
- Sezioni dei cavi adeguate ai carichi e alla lunghezza delle linee, non al minimo consentito.
- Tubazioni con spazio di riserva, per poter aggiungere una linea in futuro senza demolire.
- Scatole di derivazione accessibili e non murate dietro i mobili: sono il punto in cui si interviene più spesso.
- Morsetti di qualità, non giunzioni improvvisate.
- Prese e frutti di marca, con ricambi reperibili nel tempo.
- Documentazione fotografica dei percorsi prima della chiusura delle tracce: preziosa per ogni lavoro futuro.
Documentazione: cosa devi ricevere
A fine lavori un impianto realizzato a regola d’arte viene consegnato con:
- dichiarazione di conformità (dichiarazione di conformità) con allegati obbligatori;
- schema del quadro e identificazione delle linee;
- relazione con tipologie dei materiali utilizzati;
- foto dei percorsi, quando concordate.
Questa documentazione serve per allacci, compravendite, contratti di affitto e, soprattutto, per chi interverrà sull’impianto in futuro.
Richiedere un preventivo
Per un rifacimento completo si ragiona in genere al metro quadro oppure a punto luce/presa. Il preventivo deve distinguere: materiali, manodopera, opere murarie (tracce e ripristini), documentazione.
Vedi anche rifacimento impianto elettrico e impianto elettrico appartamento.
Ogni intervento va valutato sul caso concreto: tipo di guasto, materiali, accessibilità e urgenza cambiano il lavoro da fare. Per un preventivo chiamaci o scrivici su WhatsApp descrivendo il problema, meglio se con qualche foto.
Come funziona il pronto intervento
Chiami o scrivi
Rispondiamo 24 ore su 24. Ci descrivi il problema e l’indirizzo; se serve ci mandi una foto su WhatsApp.
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Lavoro garantito
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Domande frequenti
Il mio impianto vecchio è "fuori norma"?
Gli impianti realizzati secondo le regole dell’epoca non diventano automaticamente illegali, ma vanno mantenuti in sicurezza e adeguati quando si eseguono modifiche. La verifica dice cosa è prioritario.
Quante prese servono in una stanza?
Dipende dal livello e dalla destinazione: la norma indica minimi per ambiente. Nella pratica, meglio prevederne qualcuna in più: aggiungerle dopo costa molto di più.
Posso realizzare da solo un impianto in casa mia?
Gli interventi sugli impianti devono essere eseguiti da imprese abilitate: il fai da te non consente di ottenere la dichiarazione di conformità, necessaria in molte situazioni.
Quanto dura il rifacimento di un impianto?
Per un appartamento, in genere 1-3 settimane a seconda della metratura e dei ripristini.
Serve un progetto?
Per alcuni impianti è obbligatorio (in funzione di potenza, superficie e destinazione). Negli altri casi, un elaborato anche semplice è comunque utile.
Potete lavorare insieme all’impresa edile?
Sì, ci coordiniamo abitualmente con imprese e altri impiantisti per rispettare tempi e sequenze di cantiere.
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