Indice dei contenuti
- I segnali
- Prima di tutto: escludere le perdite visibili
- Individuare il circuito con la prova al collettore
- Trovare il punto esatto
- Perché i tubi si rompono
- Come si ripara
- Il pavimento dopo la perdita: asciugatura e ripristino
- Prevenzione
- Le situazioni che vediamo più spesso
- Preventivo: come funziona
- Domande frequenti
Il primo segnale di una perdita nel pavimento radiante è la pressione della caldaia che scende e va ricaricata spesso. Prima di pensare ai tubi sotto il pavimento, controlla collettore, valvole e caldaia. Se lì non ci sono perdite, chiudendo i circuiti uno alla volta dal collettore si individua quello interessato; poi termocamera, prove di pressione e, se serve, gas tracciante indicano il punto esatto. La riparazione richiede di aprire solo una piccola porzione di pavimento. Nel frattempo, il circuito danneggiato può spesso essere escluso.
Negli impianti a pavimento, i tubi del riscaldamento corrono annegati nel massetto, sotto il pavimento finito, con lunghezze di decine di metri per ogni stanza. Sono tubi plastici progettati per durare molto a lungo e, se posati correttamente, senza giunzioni sotto il pavimento.
Le perdite sono quindi rare, ma quando capitano sono difficili da vedere. Il metodo per trovarle è preciso, e permette di evitare demolizioni inutili.
I segnali
Nella caldaia
- Pressione che scende e deve essere ricaricata sempre più spesso (caldaia che perde pressione).
- Blocchi per pressione insufficiente.
- Aria nel circuito, con rumori e gorgoglii.
Nel pavimento
- Una zona più calda del resto, o che resta calda anche con l’impianto spento da poco.
- Macchie di umidità o fughe scure in un punto.
- Parquet che si solleva, si imbarca o scricchiola in una zona.
- Piastrelle che suonano vuote o si staccano.
- Muffa alla base delle pareti o dietro i battiscopa.
Al piano di sotto
- Macchie sul soffitto, spesso lontane dal punto della perdita, perché l’acqua si sposta nel massetto (perdita dal piano di sopra).
Nei consumi
- Se l’impianto è alimentato da una caldaia che si ricarica automaticamente, o da un sistema con reintegro, la perdita può non far scendere la pressione, ma provocare un consumo d’acqua anomalo e l’ingresso continuo di acqua nuova nel circuito, con ossigeno e calcare.
Prima di tutto: escludere le perdite visibili
Non tutte le perdite dell’impianto a pavimento sono sotto il pavimento. Prima di cercare nei circuiti, controlla i punti accessibili.
Il collettore. È la cassetta, spesso incassata in un muro o in un armadietto, da cui partono e arrivano i tubi dei circuiti. Contiene valvole, detentori, flussimetri, sfiati e attuatori elettrici. Le perdite più comuni sono qui:
- o-ring delle valvole e dei flussimetri;
- raccordi dei tubi al collettore;
- valvoline di sfiato che non chiudono;
- rubinetti di carico e scarico del collettore.
Cerca gocce, aloni, depositi bianchi o verdastri, e il fondo della cassetta bagnato o arrugginito.
La caldaia e il vaso di espansione. Una pressione che scende può dipendere da una valvola di sicurezza che scarica per un vaso di espansione esaurito, non da una perdita nei tubi (idraulico o tecnico della caldaia).
Le altre parti dell’impianto. Radiatori, scaldasalviette, tubazioni a vista in centrale termica o in cantina.
Individuare il circuito con la prova al collettore
Se le parti visibili sono asciutte, la prova più semplice e più utile si fa al collettore.
- Porta la pressione dell’impianto al valore corretto e annota la lettura sul manometro.
- Chiudi un circuito alla volta, agendo sulle valvole di mandata e ritorno di quel circuito.
- Osserva la pressione per un periodo sufficiente, per esempio alcune ore o una notte.
- Ripeti con gli altri circuiti.
Quando, con un circuito escluso, la pressione smette di scendere, hai trovato il circuito che perde.
Una variante più rapida, eseguita dal tecnico, consiste nel mettere in pressione ogni singolo circuito con una pompa di prova e un manometro, isolandolo dal resto dell’impianto: il circuito che perde pressione è quello danneggiato.
Nell’attesa
In molti impianti il circuito danneggiato può essere lasciato chiuso in attesa della riparazione. La stanza interessata scalderà meno, ma il resto della casa funziona e la caldaia smette di perdere pressione. È una soluzione temporanea: una perdita, anche con il circuito chiuso, può continuare a bagnare il massetto se il circuito resta in pressione.
Trovare il punto esatto
Una volta noto il circuito, bisogna trovare dove perde, con una precisione sufficiente per aprire il minimo di pavimento.
Termocamera
Con l’impianto in funzione, la termocamera mostra la distribuzione del calore nel pavimento: si vedono le serpentine dei tubi e, nel punto della perdita, una macchia calda più estesa e irregolare, dove l’acqua calda si diffonde nel massetto.
È lo strumento più usato e, nella maggior parte dei casi, il più efficace per i circuiti radianti (ricerca perdite).
Prova di pressione e ascolto
Mettendo il circuito in pressione, alcuni strumenti di ascolto possono rilevare il rumore dell’acqua che fuoriesce, utile come conferma.
Gas tracciante
Nei casi più difficili (perdite piccole, massetti spessi, pavimenti che disperdono il calore in modo irregolare) si svuota il circuito e si immette una miscela di gas innocuo, che esce dalla rottura e risale attraverso il pavimento, dove un sensore la rileva.
Mappa dei tubi
Se esistono il progetto dell’impianto o le fotografie della posa prima del massetto, la ricerca è molto più veloce. È uno dei motivi per cui conviene sempre fotografare gli impianti prima di chiuderli.
Perché i tubi si rompono
Nei circuiti radianti le rotture hanno quasi sempre una causa esterna:
- forature durante lavori: tasselli per mobili, sanitari, porte, battiscopa, soglie;
- giunzioni realizzate nel massetto durante la posa, contro le buone regole;
- danni durante la posa del massetto o del pavimento;
- difetti del tubo, raramente;
- cedimenti del massetto.
La causa più frequente in assoluto, nella nostra esperienza, è il tassello o la vite piantati nel pavimento senza sapere dove passano i tubi.
Come si ripara
- Svuotamento o isolamento del circuito.
- Apertura di una piccola porzione di pavimento e massetto sul punto individuato, con attenzione a non danneggiare i tubi vicini.
- Riparazione del tubo con un raccordo di giunzione adatto al materiale e al diametro, secondo le indicazioni del produttore del sistema.
- Prova di tenuta in pressione prima di richiudere.
- Protezione della giunzione e ripristino del massetto.
- Asciugatura della zona, che può richiedere tempo se il massetto è rimasto bagnato a lungo.
- Ripristino del pavimento: piastrelle, parquet o altro rivestimento.
Il costo e i tempi dipendono molto dal tipo di pavimento: sostituire alcune piastrelle di cui si ha una scorta è molto diverso da intervenire su un parquet posato o su un pavimento in resina.
Il pavimento dopo la perdita: asciugatura e ripristino
Chiudere la perdita non basta. L’acqua uscita dal tubo resta nel massetto, e il massetto asciuga lentamente, soprattutto se coperto da piastrelle o parquet.
- Non posare il nuovo pavimento o il parquet finché il massetto non è asciutto: l’umidità residua lo farebbe gonfiare o staccare.
- Misura l’umidità del massetto con strumenti adeguati, nei punti riparati e nelle zone vicine.
- Favorisci l’asciugatura con ventilazione e, dove possibile, con l’impianto di riscaldamento acceso a bassa temperatura, secondo le indicazioni del tecnico.
- Controlla le pareti vicine e i battiscopa: l’umidità risale per capillarità.
- Verifica il soffitto dell’appartamento sottostante, se la perdita è durata a lungo.
Per i parquet, spesso le doghe bagnate a lungo si deformano e vanno sostituite; per le piastrelle, può bastare sostituire quelle rimosse per l’apertura, se si hanno ricambi dello stesso lotto.
Prevenzione
- Conserva la mappa o le foto dei circuiti.
- Non forare il pavimento senza sapere dove passano i tubi: una termocamera, con l’impianto acceso, mostra i percorsi in pochi minuti.
- Controlla il collettore periodicamente, soprattutto a inizio stagione.
- Non ricaricare l’impianto in continuazione senza cercare la causa.
- Mantieni pulita l’acqua dell’impianto, con trattamenti e filtri adeguati, per proteggere valvole e flussimetri (lavaggio dell’impianto).
Le situazioni che vediamo più spesso
Il tassello del mobile TV. Pressione della caldaia che scendeva da quando era stato montato un mobile sospeso con un piede fissato a terra. La termocamera ha mostrato la perdita esattamente sotto il piede.
Il flussimetro del collettore. Caldaia da ricaricare ogni settimana. Nessuna perdita nei circuiti: un flussimetro del collettore gocciolava dentro la cassetta, e l’acqua evaporava prima di formare una pozza.
La giunzione nel massetto. Macchia al piano di sotto e parquet sollevato. Il circuito aveva una giunzione realizzata durante la posa originale, nel massetto, che aveva ceduto dopo anni.
Il circuito escluso. Perdita individuata in una camera a gennaio. Circuito escluso per qualche settimana, riparazione programmata con calma senza lasciare la casa al freddo.
Preventivo: come funziona
Tempi, materiali e complessità cambiano molto da un caso all’altro. Contattaci al telefono o su WhatsApp con una breve descrizione e qualche foto: così possiamo darti un preventivo sul tuo caso.
Tra i lavori che eseguiamo più spesso per questo problema:
- Verifica collettore e prova per circuiti
- Ricerca perdita con termocamera
- Ricerca con gas tracciante
- Riparazione tubo con apertura limitata
- Sostituzione componenti del collettore
Trovi più dettagli nella pagina perdita sotto pavimento.
Domande frequenti
Posso usare il riscaldamento se c’è una perdita?
Per brevi periodi, escludendo il circuito danneggiato, spesso sì. Continuare a ricaricare l’impianto senza intervenire bagna il massetto e introduce ossigeno nel circuito.
La termocamera trova sempre la perdita?
Nella maggior parte dei casi dà indicazioni molto precise. In situazioni particolari si integra con prove di pressione o gas tracciante.
Si deve rifare tutto il pavimento?
No: l’apertura riguarda di solito una piccola porzione. Il problema, semmai, è trovare materiali di ripristino uguali all’esistente.
I tubi del pavimento radiante si rompono da soli?
Raramente. La maggior parte delle perdite è causata da forature o da giunzioni eseguite nel massetto.
Esistono prodotti sigillanti da mettere nel circuito?
Esistono, ma vanno valutati con attenzione: possono ostruire valvole, flussimetri e scambiatori. Per perdite localizzate, la riparazione meccanica è la soluzione affidabile.
Chi paga se la perdita danneggia il vicino?
Dipende da chi ha la responsabilità dell’impianto. In genere il proprietario dell’appartamento da cui proviene la perdita, con eventuale copertura assicurativa (infiltrazioni: chi paga).
