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Il monossido di carbonio si forma quando una combustione avviene male: caldaie e scaldabagni non manutenuti, canne fumarie ostruite, stufe e camini, bracieri, generatori o motori accesi in locali chiusi. Mal di testa, nausea, vertigini e sonnolenza in più persone della stessa casa, che migliorano uscendo all’aperto, sono il segnale tipico. In caso di sospetto: apri le finestre, spegni gli apparecchi se puoi farlo subito, esci e chiama il 112. La prevenzione passa da manutenzione, ventilazione e un rilevatore certificato.
Ogni inverno le cronache riportano casi di intossicazione da monossido di carbonio, spesso in famiglie intere. Nella grande maggioranza dei casi la causa è un apparecchio o una canna fumaria che non funzionava correttamente, in un ambiente dove nessuno poteva accorgersene.
Per fortuna la prevenzione è semplice ed efficace.
Che cos’è il monossido di carbonio
Quando un combustibile (gas, gasolio, legna, pellet, carbone, benzina) brucia con ossigeno sufficiente, produce soprattutto anidride carbonica e acqua. Quando l’ossigeno è insufficiente, o la combustione è disturbata, si forma anche monossido di carbonio (CO).
Il monossido è pericoloso perché si lega all’emoglobina del sangue molto più facilmente dell’ossigeno, e ne impedisce il trasporto agli organi. Il cervello e il cuore sono i primi a soffrirne.
Tre caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:
- non ha odore;
- non ha colore;
- non irrita occhi e vie respiratorie.
Non esiste alcun segnale sensoriale che permetta di accorgersene.
Da dove viene, in casa
Caldaie e scaldabagni a gas
Gli apparecchi a camera aperta, che prelevano l’aria per la combustione dal locale in cui sono installati, sono i più delicati: se il locale non ha le prese d’aria previste, o se la canna fumaria non tira, i fumi possono rientrare nell’ambiente.
Gli apparecchi a camera stagna prelevano l’aria dall’esterno e sono molto più sicuri, ma anche loro richiedono manutenzione: un condotto scollegato o un terminale ostruito possono creare problemi.
Canne fumarie e condotti
- Nidi di uccelli, foglie, detriti.
- Crolli interni nelle canne fumarie di edifici datati.
- Condotti scollegati o corrosi.
- Terminali ostruiti da ghiaccio o neve.
Stufe e camini
- Stufe a legna e a pellet con canne fumarie sporche o tiraggio insufficiente.
- Camini con serranda chiusa o parzialmente chiusa.
- Stufe a gas o a combustibile liquido senza scarico dei fumi, usate in locali poco ventilati.
Bracieri e barbecue in casa
Bracieri e barbecue a carbonella usati in ambienti chiusi (per scaldarsi o cucinare) sono una delle cause più gravi di intossicazione. Non vanno mai usati in casa, in box o in locali chiusi.
Motori e generatori
- Generatori a benzina usati in casa, in cantina o in box durante un blackout.
- Auto o moto lasciate accese in un box chiuso.
- Attrezzi a motore usati in locali chiusi.
Il ritorno dei fumi
Un fenomeno meno noto: una cappa aspirante potente, un ventilatore o un sistema di estrazione dell’aria possono mettere in depressione un locale, invertendo il tiraggio della canna fumaria di un apparecchio a camera aperta o di un camino. I fumi, invece di uscire, rientrano nella stanza. Per questo, nei locali con apparecchi a camera aperta, cappe ed estrattori vanno valutati con attenzione.
I sintomi
I sintomi dell’intossicazione sono aspecifici, cioè facilmente scambiabili con altri malesseri, soprattutto con l’influenza:
- mal di testa, spesso il primo sintomo;
- vertigini e senso di sbandamento;
- nausea e vomito;
- stanchezza e sonnolenza anomale;
- confusione, difficoltà a concentrarsi;
- respiro affannoso, palpitazioni, dolore al petto;
- nei casi gravi, perdita di coscienza.
Alcuni indizi fanno pensare al monossido più che a un malessere comune:
- più persone della stessa casa hanno sintomi simili contemporaneamente;
- anche gli animali domestici appaiono letargici o stanno male;
- i sintomi peggiorano in casa e migliorano all’aperto;
- i sintomi compaiono in coincidenza con l’uso di caldaia, stufa, camino o dopo l’accensione di un apparecchio;
- non c’è febbre.
Bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con malattie cardiache o respiratorie sono più vulnerabili.
Cosa fare in caso di sospetto
- Apri porte e finestre per ventilare.
- Spegni gli apparecchi a combustione, se puoi farlo immediatamente e senza restare a lungo nel locale.
- Esci di casa con tutte le persone e gli animali.
- Chiama il 112 da fuori, spiegando che sospetti un’intossicazione da monossido di carbonio.
- Non rientrare finché i soccorsi o i tecnici non hanno verificato l’ambiente e individuato la causa.
- Fatti visitare: anche se i sintomi migliorano all’aria aperta, una valutazione medica è importante.
Se l’allarme del rilevatore suona, segui la stessa sequenza, anche se nessuno ha sintomi.
La prevenzione
Manutenzione degli apparecchi
- Fai eseguire la manutenzione di caldaie e scaldabagni secondo le indicazioni del costruttore e il controllo di efficienza energetica con analisi dei fumi, alle cadenze previste.
- Fai pulire le canne fumarie di stufe e camini prima della stagione, secondo le indicazioni del produttore e dell’installatore.
- Controlla il libretto di impianto e conserva i rapporti di controllo.
Ventilazione
- Non chiudere le prese d’aria dei locali con apparecchi a gas, anche se d’inverno entra aria fredda: sono obbligatorie per garantire la combustione corretta.
- Non installare cappe o estrattori potenti nei locali con apparecchi a camera aperta senza una valutazione tecnica.
- Non spostare o modificare apparecchi a gas senza un’impresa abilitata.
Comportamenti
- Mai bracieri, barbecue o generatori in casa, in box o in locali chiusi.
- Mai motori accesi in box chiusi.
- Mai stufe senza scarico fumi in stanze da letto o locali poco ventilati.
- Durante un blackout, un generatore va usato solo all’aperto e lontano da porte e finestre.
Il rilevatore di monossido
Il rilevatore di monossido di carbonio è l’unico modo per accorgersi di una presenza pericolosa prima che compaiano i sintomi.
Come sceglierlo:
- certificato secondo la norma europea per gli allarmi di monossido di carbonio per uso domestico;
- con allarme acustico ben udibile;
- con segnalazione di batteria scarica e di fine vita del sensore;
- preferibilmente con batteria a lunga durata, o collegato alla rete con batteria di riserva.
Dove installarlo:
- nel locale in cui si trova l’apparecchio a combustione, secondo le distanze indicate dal produttore;
- nelle zone notte, vicino alle camere da letto, dove un allarme notturno deve essere sentito;
- seguendo le indicazioni di altezza del produttore, che variano da modello a modello.
Dove non installarlo:
- troppo vicino all’apparecchio, dove può dare falsi allarmi all’accensione;
- in bagni molto umidi, se il produttore lo sconsiglia;
- dietro tende o mobili, o in angoli dove l’aria non circola;
- vicino a finestre e prese d’aria, dove l’aria esterna diluisce la misura.
Manutenzione:
- premi il pulsante di prova periodicamente;
- sostituisci le batterie quando richiesto;
- sostituisci il rilevatore alla scadenza indicata: i sensori hanno una vita utile limitata.
Il rilevatore è una protezione aggiuntiva. Non sostituisce la manutenzione degli apparecchi e non autorizza a usare apparecchi difettosi.
Le case più esposte
Il rischio non è uguale in tutte le abitazioni. Alcune situazioni meritano un’attenzione particolare, e sono piuttosto diffuse nei centri storici e nelle zone collinari e montane della provincia.
Edifici datati con canne fumarie collettive. Nei condomini più vecchi, più apparecchi possono scaricare nella stessa canna fumaria. Un problema in un punto della canna può riguardare più appartamenti.
Case con caldaie o scaldabagni a camera aperta, soprattutto se installati in cucine o locali abitati e in presenza di ristrutturazioni che hanno modificato ventilazione, serramenti o cappe.
Case con serramenti nuovi. Le finestre moderne, molto più ermetiche delle vecchie, riducono le infiltrazioni d’aria. È un vantaggio per l’isolamento, ma negli ambienti con apparecchi a combustione che contavano anche su quegli spifferi, le prese d’aria diventano ancora più importanti.
Seconde case e baite con stufe e camini usati solo in alcuni periodi, dove le canne fumarie restano ferme per mesi e possono ospitare nidi o detriti.
Abitazioni che usano stufe portatili o sistemi di riscaldamento di emergenza durante i guasti della caldaia.
In tutte queste situazioni, un controllo tecnico della ventilazione e dello scarico dei fumi e un rilevatore certificato sono una precauzione dal costo contenuto e dal valore altissimo.
Rilevatore di gas e rilevatore di monossido: non sono la stessa cosa
È una confusione frequente. Il rilevatore di gas segnala la presenza di metano o GPL, cioè una fuga di combustibile. Il rilevatore di monossido segnala un prodotto della combustione difettosa. Sono dispositivi diversi, con sensori diversi e posizionamenti diversi. In una casa con apparecchi a gas possono servire entrambi (odore di gas).
Le situazioni più comuni
La caldaia a camera aperta in cucina. Presa d’aria chiusa con un pannello per evitare gli spifferi, cappa potente installata di recente. Mal di testa ricorrenti la sera, durante la cottura dei pasti. La combinazione di presa d’aria chiusa e cappa invertiva il tiraggio.
La canna fumaria della stufa. Stufa a legna in una casa di collina, primo utilizzo della stagione senza pulizia della canna fumaria. Il rilevatore è entrato in allarme durante la notte.
Il generatore in cantina. Blackout invernale, generatore acceso in cantina "con la porta aperta". I fumi sono saliti attraverso il vano scala.
Domande frequenti
Il monossido si sente con l’olfatto?
No. Non ha odore. L’odore che si sente in caso di fuga di metano o GPL è dato da una sostanza aggiunta al gas, non dal monossido.
Le caldaie a condensazione producono monossido?
Qualsiasi apparecchio a combustione può produrlo se funziona male. Le caldaie moderne a camera stagna sono più sicure, ma richiedono comunque manutenzione.
Dove si mette il rilevatore di monossido?
Nel locale con l’apparecchio a combustione e nelle zone notte, seguendo le indicazioni di distanza e altezza del produttore.
Il rilevatore di fumo rileva anche il monossido?
No, a meno che non sia un dispositivo combinato certificato per entrambe le funzioni. I sensori sono diversi.
Ogni quanto va sostituito il rilevatore?
Alla scadenza indicata dal produttore, che è riportata sul dispositivo. Molti modelli segnalano da soli la fine vita del sensore.
Un’intossicazione lieve passa da sola?
Anche se i sintomi migliorano all’aperto, è importante una valutazione medica e, soprattutto, individuare la causa: finché l’apparecchio non è riparato, il rischio si ripresenta.
