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La messa a terra collega le parti metalliche degli apparecchi al terreno, così che in caso di guasto la corrente si scarichi e il salvavita intervenga. Puoi fare una prima verifica visiva (presenza del filo giallo-verde e del contatto di terra nelle prese) e usare un tester da presa per individuare collegamenti mancanti, ma solo un elettricista con strumenti specifici può misurare l’efficacia dell’impianto di terra e la continuità dei conduttori di protezione.
Negli impianti moderni la messa a terra è un elemento essenziale. Negli impianti datati, invece, può essere assente, incompleta o scollegata in alcuni punti senza che nessuno se ne sia mai accorto: le luci funzionano, le prese funzionano, e il problema resta invisibile.
A cosa serve
Immagina una lavatrice con la carcassa metallica. All’interno, un cavo si spella e tocca la carcassa. Da quel momento la carcassa è in tensione.
Con la messa a terra efficiente, la carcassa è collegata al terreno attraverso il conduttore giallo-verde. La corrente di guasto si scarica verso terra, il differenziale rileva la dispersione e interrompe il circuito in una frazione di secondo. Nessuno si fa male, e il salvavita segnala il problema.
Senza messa a terra, la corrente non ha dove andare. La carcassa resta in tensione, in silenzio. Il differenziale non interviene finché qualcuno non tocca la lavatrice: a quel punto la corrente passa attraverso il corpo verso terra. Il differenziale, se funziona, scatta, ma solo dopo che la persona ha preso la scossa.
La messa a terra e il differenziale lavorano insieme: uno offre alla corrente di guasto una strada sicura, l’altro interrompe il circuito.
Com’è fatto l’impianto di terra
In un’abitazione in condominio, l’impianto di terra è composto da:
- dispersori: elementi metallici infissi nel terreno o nelle fondazioni dell’edificio;
- conduttore di terra: collega i dispersori al collettore o nodo principale di terra;
- conduttori di protezione (i fili giallo-verdi): partono dal collettore, arrivano ai quadri dei singoli appartamenti e da lì a ogni presa e punto luce;
- collegamenti equipotenziali: collegano all’impianto di terra le tubazioni metalliche e le altre masse estranee, dove richiesto.
Nei condomini i dispersori e il collettore sono di norma parti comuni. La parte dell’impianto nel tuo appartamento, dal quadro in giù, è privata.
Nelle case indipendenti l’intero impianto, dispersori compresi, è del proprietario.
Verifica 1: quella visiva
Senza strumenti, puoi raccogliere indizi importanti.
Le prese
- Prese a due fori, senza il foro centrale o i contatti laterali di terra: il punto non è predisposto per la terra.
- Prese tipo Schuko con le lamelle metalliche laterali, o prese italiane con il foro centrale: sono predisposte, ma non è detto che la terra sia collegata.
Il quadro elettrico
- C’è un differenziale (con il tasto "T")?
- Si vedono fili giallo-verdi che arrivano a una morsettiera o a una barra comune?
Gli apparecchi fissi
- Scaldabagno, caldaia, forno, piano cottura sono collegati con un cavo a tre conduttori, compreso il giallo-verde?
Gli adattatori
- In casa si usano adattatori che trasformano una spina Schuko in una a due poli, eliminando il contatto di terra? Sono un indizio del fatto che molte prese non sono predisposte.
Se l’impianto ha prese a due fori, nessun filo giallo-verde e nessun differenziale, la risposta è quasi certa: la messa a terra non c’è, o non protegge.
Verifica 2: il tester da presa
In commercio si trovano piccoli tester da inserire nella presa, con alcune spie luminose che indicano se i collegamenti di fase, neutro e terra sono presenti e corretti.
Cosa possono dirti:
- se il conduttore di terra manca in quella presa;
- se fase e neutro sono invertiti (su prese dove è rilevante);
- alcune combinazioni di collegamenti errati.
Cosa non possono dirti:
- se l’impianto di terra è efficace, cioè se la resistenza verso terra è adeguata;
- se il conduttore di protezione è in buone condizioni o ha una connessione degradata;
- se il differenziale interviene correttamente;
- se esistono collegamenti errati particolari che il tester non riconosce.
In altre parole: un tester che segnala un problema è un campanello d’allarme affidabile. Un tester che dice "tutto a posto" è un’indicazione, non una garanzia.
Verifica 3: le misure dell’elettricista
Le verifiche che danno una risposta certa si eseguono con strumenti specifici, e sono le stesse previste per la verifica degli impianti.
Continuità dei conduttori di protezione
Si verifica che il conduttore giallo-verde sia continuo e con una resistenza adeguata dal collettore di terra fino a ogni presa e apparecchio. Un morsetto allentato o una giunzione interrotta emergono subito.
Resistenza di terra (o impedenza dell’anello di guasto)
Negli impianti domestici italiani più comuni, alimentati con il sistema di distribuzione cosiddetto TT, la protezione si basa sulla combinazione tra impianto di terra e differenziale. La misura verifica che la resistenza verso terra, combinata con la sensibilità del differenziale, garantisca che una massa in tensione per un guasto non superi valori di tensione pericolosi.
Con un differenziale da 30 mA, la condizione è soddisfatta anche con valori di resistenza di terra non particolarmente bassi: il punto critico, nella pratica, è che la terra ci sia, sia continua e il differenziale funzioni.
Prova del differenziale
Con uno strumento dedicato si verifica che il differenziale intervenga alla soglia di corrente corretta e nei tempi previsti. È più di quanto faccia il tasto "T", che controlla solo il meccanismo.
Collegamenti equipotenziali
Nei bagni e nei locali tecnici, dove richiesti, si verifica la continuità dei collegamenti verso tubazioni metalliche e altre masse.
Il risultato di queste misure è un quadro oggettivo dello stato dell’impianto, che l’elettricista può documentare in una relazione (certificazione dell’impianto).
Cosa fare se la terra manca
Negli appartamenti in condominio
- Verifica con l’amministratore se il condominio ha un impianto di terra e se il montante di terra arriva ai singoli appartamenti.
- Se l’impianto condominiale c’è, l’elettricista collega il tuo quadro e porta il conduttore di protezione alle prese.
- Se l’impianto condominiale non c’è o è inefficiente, va realizzato o adeguato come intervento sulle parti comuni: una decisione dell’assemblea.
Nelle case indipendenti
L’elettricista realizza l’impianto di terra con dispersori adeguati al terreno, il collegamento al quadro e i conduttori di protezione.
Nel frattempo
- Assicurati di avere un differenziale da 30 mA funzionante: anche senza terra, riduce molto i rischi in caso di contatto con parti in tensione.
- Non usare adattatori che eliminano il contatto di terra degli apparecchi.
- Presta attenzione agli apparecchi con carcassa metallica, soprattutto in bagno e in cucina.
Negli impianti in cui la terra manca del tutto, spesso mancano anche altre caratteristiche di sicurezza: è il momento giusto per una valutazione complessiva (quando rifare l’impianto).
Le situazioni che vediamo più spesso
La presa Schuko "finta". Prese sostituite con modelli moderni durante un rinnovo estetico, con i contatti di terra presenti ma non collegati a nulla. All’apparenza un impianto aggiornato; in realtà, senza protezione.
Il conduttore di terra usato come neutro. In alcuni impianti rimaneggiati, un filo giallo-verde è stato usato come conduttore attivo. È una situazione pericolosa, che solo una verifica strumentale fa emergere.
La terra interrotta nel quadro. Dopo la sostituzione di un quadro elettrico da parte di non professionisti, la barra di terra non era collegata al montante condominiale. Tutto funzionava, nessuna protezione.
Lo scaldabagno senza terra. Collegato con un cavo a due conduttori a una presa senza terra, in un bagno con tubazioni metalliche. Il formicolio sotto la doccia era il primo segnale (scossa dal rubinetto).
Obblighi di verifica
Per le abitazioni private non esiste, in linea generale, un obbligo di verifica periodica dell’impianto di terra, anche se una verifica a intervalli regolari è una buona pratica, soprattutto negli impianti datati.
Per i luoghi di lavoro e, in alcuni casi, per i condomini con lavoratori dipendenti (per esempio un portiere), la normativa prevede verifiche periodiche dell’impianto di messa a terra da parte di organismi abilitati. L’amministratore sa indicare se l’edificio rientra in questi casi.
Quando si vende o si affitta un immobile, la documentazione sugli impianti (dichiarazione di conformità o di rispondenza) è sempre un elemento importante.
Come ottenere un preventivo
Il costo dipende da cosa trova il tecnico, dai materiali necessari e dall’orario dell’intervento. Chiamaci o mandaci un messaggio su WhatsApp con una foto del problema: ti spieghiamo come procedere prima di intervenire.
Gli interventi che capitano più spesso:
- Verifica presenza e continuità della terra (appartamento)
- Misure complete con relazione
- Collegamento del quadro al montante di terra condominiale
- Ripristino conduttori di protezione in alcune linee
- Nuovo impianto di terra per casa indipendente
Approfondisci: preventivo elettricista.
Domande frequenti
Se il salvavita funziona, la terra serve comunque?
Sì. Senza terra il differenziale interviene solo quando la corrente passa attraverso qualcosa, spesso una persona. Con la terra, interviene appena si verifica il guasto.
Posso collegare il filo di terra al tubo dell’acqua?
No. Le tubazioni non sono un dispersore affidabile, soprattutto oggi che molti tratti sono in plastica, e il collegamento improvvisato può creare situazioni pericolose.
Il tester da presa è affidabile?
È utile per individuare prese senza terra o con collegamenti evidentemente errati. Non misura l’efficacia dell’impianto di terra e non sostituisce una verifica professionale.
Chi paga l’impianto di terra in condominio?
Dispersori, collettore e montanti comuni sono parti condominiali e la spesa è ripartita tra i condomini. I collegamenti all’interno dell’appartamento sono a carico del singolo.
Le prese a due fori sono vietate?
Negli impianti realizzati secondo le norme attuali le prese devono avere il contatto di terra. Negli impianti datati possono ancora esistere: sono il segnale di un impianto da valutare.
Ogni quanto conviene far verificare la terra?
Per un’abitazione, una verifica ogni alcuni anni, o in occasione di lavori, di acquisto dell’immobile o di anomalie come scosse e salvavita che scattano, è una buona pratica.
